don Domenico “Nico” Maria Sabot

Don Domenico Maria Sabot, familiarmente noto come “don Nico”, gemonese, fu ordinato sacerdote nel 1946 e da allora non smise mai di adoperarsi come guida spirituale per gli scout udinesi. Conobbe lo scautismo con la “vecchia ASCI” del 1922 tramite il gruppo di Gemona del Friuli di cui faceva parte un suo fratello maggiore e in seguito si entusiasmò e contagiò capi ragazzi stimolandoli a vivere in questo meraviglioso mondo di gioco. Lo troviamo all’ istituto Tomadini al momento della fondazione del gruppo Udine IX° insieme a Pietro Manetti, Paride Sacchi, Diego Ongaro, Armando Lodolo e Ugo Ferrarese. Al Tomadini don Nico faceva le funzioni di padre spirituale per i ragazzi ospiti dell’istituto ma, in breve tempo, divenne anche un animatore dell’azione cattolica, membro attivo della filodrammatica ed instancabile trascinatore in tutte le attività intraprese dai ragazzi.

Il suo amore nei confronti dei giovani e la sua viva preoccupazione per la loro formazione educativa furono il motore che promosse l’idea di fondare un Riparto all’interno dell’orfanotrofio Tomadini che sorse, nonostante le difficoltà logistiche e di gestione avanzate dalla direzione dell’istituto, con l’approvazione non solo da parte del commissariato di zona dell’ASCI, allora rappresentato da Mario Bortolan, ma anche da parte della curia locale.

In seguito, benché l’attività del gruppo riscuotesse l’ammirazione dei dirigenti del Tomadini, non fu sufficientemente compresa nelle sue valenze educative, tanto che, il 9 novembre 1947 il gruppo fu sciolto d’autorità dal rettore.

Don Nico operò inoltre sul territorio cittadino come assistente ecclesiastico di settore per lunghi anni. Nel 1954 assunse l’incarico di assistente ecclesiastico del branco “Arcobaleno” e tale rimase, si può dire, fino alla fine della carriera scout.

Per un certo periodo fu assistente ecclesiastico del branco “Arcobaleno” ASCI,

poi divenuto AGESCI, con sede presso la parrocchia di san Giorgio Maggiore 

in via Grazzano, poi del branco “Arcobaleno” FSE con sede presso la parrocchia di san Quirino in via Gemona, per un periodo lavorò con entrambi i branchi. Infine decise di occuparsi esclusivamente dell’assistenza spirituale dell’ FSE.

Noi tutti ricordiamo la personalità forte e dogmatica di don Nico, il suo profondo amore per i ragazzi che educava e per lo scautismo del quale sentiva davvero di far parte come di una grande famiglia. Nella “tana” del branco “Arcobaleno” Udine 1° AGESCI è conservata l’immagine di una Madonna racchiusa in una cornice di legno sorretta da un piedistallo artigianale incorporato al medesimo supporto del quadro. L’icona dipinta con tratto fresco e spontaneo con colori vivi e gioiosi da Chil (Gabriella Sinesio) attira l’attenzione dei lupetti che spesso si soffermano a guardarla colpiti dalla dolcezza di quel volto. Un giorno un lupetto chiese a don Nico: “Baloo, da dove viene la Madonnina che protegge la nostra tana?”. La Madonnina era stata voluta dallo stesso Baloo: Nel 1976, quando il violento terremoto che colpì il Friuli, rase al suolo il centro pedemontano di Gemona, del quale don Nico era originario, Baloo perse la sua casa e il legame più palese con la sua tana. Fu allora che decise di costruire, con le travi che riuscì a strappare alle macerie della sua abitazione natale, l’icona della beata Vergine che ancor oggi protegge i lupetti del Branco.


                                                                                                                             Anatroccolo ridente

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nella foto sopra: don Nico Maria Sabot, al centro, dietro il Totem.

nella foto sotto: una pagina del diario del gruppo UD lX, nella quale si parla di don Nico.

28 ottobre 1926 - 01 aprile1991