Luigi Tedeschi

Volendo parlare di scautismo udinese non si può fare a meno di ricordare Gigi Tedeschi, la persona che più di ogni altra diede una svolta allo scautismo friulano nel secondo dopoguerra e lo orientò a divenire tale e quale si presenta oggi ai nostri occhi.

Egli, infatti, dopo l’esperienza in qualità di segretario dell’ASCI a Roma, portò, nel 1958, in regione una ventata di novità dando incentivo ai campi scuola e nuovo impulso alle attività che avevano bisogno di essere svecchiate, ripulite da quella patina di vecchio che le rendeva ancora troppo simili a quelle dei ragazzi che, pur con entusiasmo, facevano scautismo prima del 1928.

Gigi Tedeschi, membro della famosa Pattuglia Nazionale Lupetti dell’ASCI che elaborò il metodo della branca insieme a Fausto Catani, si impegnò notevolmente e con grande efficacia come incaricato regionale della branca lupetti validamente affiancato da

Tito Pagnutti dal 1954 in poi. Quest’ultimo, trasferitosi a Udine da Gorizia, lavorò per lunghi anni sia come rappresentante

regionale, sia attivamente, come capo, per la formazione dei ragazzi, pur preferendo mantenersi in una posizione defilata. Ma l’impegno maggiore di Gigi Tedeschi, quello dal quale potè emergere la sua grande umanità e la sua elevata statura morale, quello per il quale, ancor oggi, tanti scout lo ricordano, è senza dubbio il suo ruolo di Akela.

Nel 1955 sotto la sua guida prese vita il branco “Arcobaleno” nel quale confluirono bambini di vari gruppi che vestivano fazzolettoni diversi ma che insieme formavano un tutto armonico proprio come i colori dell’iride. Tutto sommato sarebbe piuttosto arido proseguire ad elencare fatti, date e nomi: diventerebbe una descrizione troppo lunga e non sarebbe possibile apprezzare appieno il lavoro e la dedizione di quest’uomo in ogni momento dedicato allo scoutismo. preferiamo allora ricordare Gigi Tedeschi attraverso le sue parole di capo che ben esprimono l’amore e la sollecita cura nei confronti dei bambini, le sue capacità di educatore e la sua sensibilità nell’avvicinarsi ai suoi lupetti nel loro mondo di gioco. “Perchè il mio bambino vuol solo giocare, cantare, correre, saltare, gridare e stare insieme ad altri bambini, fare il cerchio. giocare con la scopa, coi tappi di aranciata e fare il tram con la sedia? Io alla sua età....

No. Amico che stai leggendo, non dirmi che all’età del tuo bambino tu eri quieto, servizievole, docile, noncurante del rumore dell’aeroplano o dell’automobile e non t’incantavi ad osservare il micio che stava lavandosi e non ti chinavi a cogliere la carta rossa della caramella; anche tu cantavi, giocavi, saltavi, gridavi e correvi e quando potevi

Branco “Arcobaleno” ASCI Udine 1°.

promessa di un lupetto nel cortile dell’ istituto Blanchini: dietro a Gigi Tedeschi

(Akela) c’è don Nico Maria Sabot (Baloo)

portare degli amichetti che t’aiutassero in questo lavoro, lo facevi volentieri. E’ l’età! Età che non s’appaga se non nel movimento, età capace di mille desideri ed altrettanto capace di fare ciò che esiste nel suo desiderio.

“Ma...!”  Non ci sono ma, amico mio, il tuo figliolo, come tu ai tuoi tempi, ha bisogno di amici; la mamma ed il babbo non gli bastano. “Cosa debbo fare, allora, spiegami tu sapientone!”

Ascoltami amico; non pretendo di sostituire i genitori; per diritto divino essi devono badare all’educazione dei figli; posso solo suggerirti una cosa che ti può aiutare: il Lupettismo.

Nel mondo d’oggi, la nostra è una delle poche organizzazioni esistenti che pensa a far divertire i ragazzi portandoli al domani. Ma cosa fanno i Lupetti? Giocano, cantano, vivono all’aria aperta più che possono, apprendono cose utili divertendosi, fanno del loro meglio (e questo è il loro motto), hanno un’uniforme, una tana dove riunirsi, dei capi, una Promessa ed una Legge da rispettare. “Or questa è la legge della giungla antica e vera quanto il cielo e il lupo che la osserverà avrà vita prospera, ma chi l’infrangerà dovrà morire; come la liana che cinge il tronco dell’albero, la legge corre avanti e indietro e ci lega tutti”.

Akela, il capo Branco dei Lupi di Seeonee. dal sommo della rupe continuò il suo grido: “guardate bene, guardate bene o lupi”. Un ruggito giunse da dietro le rocce; era la voce di Shere Khan, lo striato, ammazza armenti e cuccioli indifesi, che gridava: “il cucciolo d’uomo è mio, datemelo! Che cosa ha da fare il Popolo Libero con un cucciolo d’uomo?” Akela non drizzo nemmeno un orecchio, disse solamente:

“guardate bene, guardate bene o lupi! Che cosa importa al Popolo Libero l’ordine di uno che non è dei loro? Guardate bene!...”

Così il cucciolo viene accettato al Branco e quando avrà imparato ad “Ascoltare il Vecchio Lupo, non ascoltare se stesso”, a giocare meglio che può, a cantare, saltare, pregare, salutare, in una parola a ben divertirsi, potrà fare la sua promessa al capo del branco: Akela.

“Prometto di fare de mio meglio per compiere il mio dovere verso Dio, la Patria ed il Branco e di fare una Buona Azione                                                                                                           verso qualcheduno ogni giorno”.

Cercherà ora di aprire un occhio, ovvero, guadagnerà la prima stella: quanti piccoli sforzi dovrà fare; ogni giorno la Buona Azione, conoscere l’orologio, saltare la corda, la cavalletta, pulirsi ed allacciarsi le scarpe, piegare i propri vestiti e prenderne cura, pregare bene, salutare bene la bandiera.

Dovrà aprire bebe poi il secondo occhio: pensare prima agli altri, essere sempre pulito, dir sempre la verità, essere sempre di buon umore, fare dei lavoretti, cucire da solo i distintivi guadagnati, conoscere il termometro, volere bene a Gesù e alla Patria. Ora il tuo figliolo è un vero Lupetto -Lupetto a due stelle- imparerà ancora cose utili, guadagnerà ancora distintivi da cucirsi sul maglione, facendo sempre del suo meglio, aiutando la mamma in casa, imparando a nuotare, a cucire, a servire la santa messa, a cantare bene, a giocare meglio, guadagnerà delle specialità e, se sarà proprio bravo, il distintivo di Lupetto Anziano; poi, quando la vita nella giungla terminerà, tornerà all’uomo e cambierà pelle, diventerà un bravo Esploratore e più avanti un Rover. Ma questa, amico, è un’altra storia”.


(tratto da “decennio di rinascita ASCI friulana”, Udine, 1955)


*Al Centro Documentazione Scout sono a disposizione due diari originali di Gigi Tedeschi


pagina_ritratti.html

27 novembre 1931 - 27 aprile 1986